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Nel sogno che mi è stato gentilmente concesso di pubblicare qui di seguito, la tragedia della Birmania di maggio 2008 viene presagita in modo vivido dal sognatore: 

Ero in una chiesa dove facevo delle evoluzioni che implicavano arrivare volando fin sulla soffitta dalla quale mi lanciavo in picchiata verso l’altare e all’ultimo momento prima di impattare al suolo risalivo di colpo.Questa “cerimonia” richiedeva grande abilità, una certa dose di rischio, ma soprattutto un elevato grado di spiritualità.Questa “prova di coraggio” era in onore e devozione a Padre Pio. Spostandomi in un altro contesto ero in una città di mare e camminavo per strada con mio padre, che mi dice che Padre Pio gli ha detto di trovarsi in quel punto e in quel momento, che sarebbe stato molto importante. mentre parla arriva un’onda anomala grandissima, la vedo in lontananza avvicinarsi minacciosa e con mio padre inizio a correre per trarmi in salvo. Siccome il paese si inerpica su una montagna l’unico modo di salvarsi è risalire per i sentieri e arrivare ad un punto così alto da non venire sommerso. Dal punto indicato da padre pio iniziamo a salire con grande affanno e fatica. Siamo in tanti tutti alla ricerca della salvezza: Alcuni ce la fanno altri scivolano e vengono sommersi altri ancora sono esausti e demordono. Intanto voltandomi indietro vedo le onde che hanno completamente sommerso la città e man mano stanno iniziando a colpire quelli più in basso, dunque capisco che non c’è tempo da perdere e mi rimetto in cammino. Quando pensiamo di non farcela raggiungiamo un gruppo di case in un posto che considero sicuro, ci sono gli sfollati che ce l’hanno fatta e iniziamo a confrontarci sull’accaduto, su come cercare rifugio per la notte e a assicurarci una locanda dove passare la notte; il luogo sulle pendici del monte è poco abitato e le poche case o alberghi non bastano per tutti, intanto altra gente sta arrivando. Per l’ennesima volta ci voltiamo a vedere la città sommersa dall’alto: si capisce che è un cataclisma di enormi proporzioni che colpisce decine di migliaia di persone…Con gioia a questo punto vedo arrivare mia madre che seppur in ritardo ci raggiunge. Capisco che l’indicazione dataci da Padre Pio ha permesso a me e a mio padre di salvarci, mentre mia madre ce l’ha fatta ma seguendo un’altra via. Nei giorni successivi cambieremo spesso abitazione finendo addirittura per necessità a dormire in una casa che era stata per appuntamenti e gestita da una megera.

Capendo di essere in salvo il giorno successivo preso dalla curiosità di capire la vera entità del disastro e essendosi il moto del mare placato riscendo a valle: La situazione è veramente disastrosa, vi sono poche persone che girano desolate in mezzo ad un paesaggio desolante di case distrutte, alberi divelti e cadaveri, non rimane nulla per sopravvivere. Mentre esploro vedo arrivare all’orizzonte un’altra onda anomala e capisco che sono in pericolo, inizio a correre per raggiungere il sentiero dal quale ho in precedenza intrapreso l’ascesa e mi rendo conto che è l’ultimo dei tanti che mi rimane per salvarmi in quanto gli altri sono già stati raggiunti dall’onda. Giusto prima di venire sommerso mi inerpico e mi salvo; capisco di avere corso un grande pericolo inutilmente in quanto ormai non vi era più nulla da salvare. Tornando sulle pendici del monte tra noi sopravvissuti c’è la sensazione che rimanere lì sarebbe letale se arrivasse un’altra onda anomala, magari più potente. Allora iniziamo nuovamente a camminare verso l’alto attraverso dei sentieri di montagna. Sembra questa volta di raggiungere alte vette di conseguenza aumenta il pericolo. Da lontano vediamo una bella e verde vallata dove ci sono tante  case di turisti che in questa stagione sono vuote. Non ci resta che raggiungerle e occuparle, sono senza servizi come gas acqua e cibo, ma la natura ci può offrire tutto quello che abbiamo bisogno, dobbiamo solo rimetterci al lavoro e iniziare una nuova vita….           

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 Tre giorni dopo telegiornali purtroppo parleranno di una catastrofe dovuta ad un tornado che ha provocato onde alte 3.5 metri e che colpendo le coste della Birmania hanno provocato decine di migliaia di morti.