Musicoterapia
La musicoterapia può essere paragonata alla vibrazione primigenia creatrice presente in tutte le culture. Sviluppatasi nel bacino del mediterraneo come utilizzo del suono per curarsi e curare, ha origini negli antichi canti propiziatori, come pure nei ritmi usati per evocare divinità in grado di far guarire dalle malattie.
Si può dire che ogni cosa è una vibrazione, e che la vibrazione stessa sia la determinante degli effetti fisici, per cui una pietra è tale perché ha una certa frequenza vibratoria. Mentre la materia è suono solidificato, il colore è vibrazione visibile. La risonanza è il fenomeno grazie al quale si può entrare nel campo dell’altro. Noi stessi, infatti, siamo l’espressione di una nota fondamentale e di tanti armonici che creano gli accordi.
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La musicoterapia è stata utilizzata negli USA dopo la seconda guerra mondiale per favorire la rivisitazione dei traumi nei veterani e permetterne una elaborazione. La musicoterapia da sola non guarisce, ma va associata ad altri strumenti. Si può esemplificare la sua azione paragonandola allo Svitol, che aiuta a fluidificare ciò che è arrugginito. Per poter curare la musicoterapia deve sempre essere contestualizzata: importanza fondamentale lo ha il setting. Sono quindi importanti la respirazione, la qualità del suono, ma anche il contesto e le caratteristiche dell’ambiente: illuminazione, ecc. Bisogna tener conto del tipo di patologia, perché tipologie diverse richiedono ritmi ed onde diverse: vanno somministrati brani musicali adatti a stimolazioni specifiche.
Ad esempio: pulsazioneàterraàradiciàtamburiàmovimento
Il principio è quello omeopatico: ci si sintonizza col paziente (“il simile cura il simile”), per poi arrivare gradualmente alla qualità opposta. Questa è la “Ruota degli umori”: prima si scende una “scala”, quella che ci porta al paziente; poi la si risale col paziente.
Il processo è in tre tempi:
primo à agganciare la qualità umorale (discesa)
secondo à trapassarla per giungere verso la qualità opposta (risalita)
terzo à accoglienza e riequilibrio (brano riparatore)
La seduta dura un’ora, suddivisa in 20 minuti di musica, un lavoro con il respiro, la voce, le visualizzazioni, ed i feedback finali.
La Medicina Quantistica usa metodi simili nel senso che crea frequenze riparatorie.
La Moraterapia fa emettere una frequenza che annulla quella disfunzionale dell’organo malato.
Si possono usare diapason con note fondamentali da posizionarsi vicino alle orecchie o sui meridiani dell’agopuntura. Ad esempio si è usato l’intervallo di settima (DO-SI) per far eplodere la membrana di alcune cellule tumorali.
La musicoterapia viene oggi utilizzata per rivitalizzare il corpo riducendone lo stress. Il canto stimola l’epifisi così da far produrre melatonina alla giandola pineale, a beneficio del ritmo sonno-veglia. Stimola inoltre le surreni, le cosiddette ghiandole antistress, in grado di produrre cortisolo. I canti armonici in particolare. Essi consistono nell’emissione contemporanea di due suoni (canto diafonico o sdoppiato), di cui uno è la vibrazione fondamentale (ognuno ha la sua), e l’altro è l’ipertono, un armonico che si eleva a partire dalla prima nota.
La qualità di ciò che si emette deriva da ciò che si percepisce. La manifestazione sciamanica è l’integrazione di intenzione, suono e vibrazione. Bisogna trovare l’intento fondamentale, la nota fondamentale, quella che esprime la risposta alla semplice e primaria domanda:
“cosa sono venuto a fare qui nel mondo?”
>>> CANTO ARMONICO, DIDJERIDOO E MASSAGGIO SONORO Avena Marco
Sito creato da Avena Marco, approccio olistico1 transpersonale2.
SITI INTERNET
http: www.mtonline.it
http: www.musicoterapia.it
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WebMaster: Marco Avena. Per info sul sito inviare una email a: marco.avena@yahoo.it