"Si diventa ciò che si pensa" Maitry Upanisad (VI, 34)

"Tutto ha origine con il pensiero, con il nostro pensiero costruiamo il mondo" Buddha, Dhammapada.

 

Medicina e Psicologia occidentali sono lontane dall'etica così come è intesa dalla psicologia transpersonale.

Secondo la teoria transpersonale l'uomo vive almeno su 4 livelli, i quali si dispongono a strati. Come in una cipolla, c'è uno strato esterno che è il corpo (coscienza di veglia); poi c'è la mente (coscienza sottile, come nel sogno); poi c'è l'anima (archetipi); ed infine c'è lo spirito assoluto, matrice di ogni cosa. Visto che ogni strato è organizzato gerarchicamente come un trascendi-includi, l'etica vale in ogni strato: per quello che facciamo, che pensiamo, che sogniamo e via via verso l'Unità causale e assoluta.

"Il rapporto tra eticità e consapevolezza è del tutto sconosciuto nella psicologia ed apre prospettive di straordinario significato che riguardano la vita individuale e planetaria: la relazione tra bontà e conoscenza lascia comprendere come sia necessario che i sentieri spirituali e scientifici si incontrino ai fini della salute dell'uomo e del pianeta. D'altro canto se l'eticità è la condizione della consapevolezza, anche l'eticità si sviluppa con la consapevolezza. Colui che vede, riconosce l'unità e sentendosi parte di un tutto agisce in accordo con ciò che vede, emana il bello e vibra il buono, esprime l'accordo nello spazio intorno a sè come un naturale riconoscimento di non essere diviso da esso." (L.B. Gilot, "Il Sé Transpersonale", edizioni Asram Vidya, 1992, pag. 89).

Il terapeuta transpersonale nel "curare l'anima" va profondamente incontro all'altro. Sono proprio le filosofie dalle quali si sviluppa a rendere l'etica consustanziale alla transpersonale: dall'equanimità buddhista che sviluppa l'empatia, al wu-wei taoista che insegna ad andare oltre al narcisismo anomico-edonistico della Cultura del Post-Moderno, alla meditazione del "cambio con l'altro" che prevede di giungere all' "Infinito" passando per il "Finito".

"La rilevanza dei fattori etici nel comportamento, nella salute mentale e nello sviluppo è stata riconosciuta nella psicologia occidentale da A. Maslow che ha parlato dei valori come fattori eupsichici, necessari per raggiungere la piena crescita umana. Secondo il pioniere della psicologia transpersonale, la deprivazione dei valori causa una particolare sofferenza mentale che ha il colore dell'aridità, della noia e del cinismo." (L.B. Gilot, pag.90)

"Poichè la percezione realistica, la calma mentale ed i comportamenti unitivi sono strutturati dalle qualità spirituali, i valori etici non possono che costiture un obiettivo della psicoterapia, e le discipline che ne sviluppano le qualità dovranno costituire la base di qualunque training che si riferisce alla salute e allo sviluppo mentale."

"Nello studio e nel trattamento della psicopatologia si dovrà dare enfasi allo sviluppo dell'eticità e alla purificazione dei difetti, dell'egoismo e dell'avidità, nonchè alla disidentificazione da quei credi e modelli dualistici che sono alla radice della competizione, dell'antagonismo, dell'ostilità, ecc.".

"Poichè il soggetto si comporta in base alla percezione che ha di se stesso e del mondo, il problema dell'eticità riguarda non solo la psicologia individuale ma anche quella interpersonale e si pone come elemento della psicologia sociale."

"Il pensiero che veicola valori spirituali costruisce unità e pace, quello che veicola il desiderio appropriativo egoico costruisce dolore e conflitto". (L.B. Gilot, pag.91)

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La psicologia moderna ha scoperto quanto sia importante il trauma della nascita nella vita di un individuo. Che cosa dire del “trauma della morte”?
Se si crede nella continuità della vita, non bisognerebbe darle la stessa considerazione?”

Laura Huxley, autrice di This Timeless Moment (Questo momento senza tempo)