La psicologia transpersonale reintegra gli aspetti sciamanici con la scienza, connettendola alla natura

La razionalità è un aspetto limitato e limitante dell'uomo, perchè

il totalitarismo del pensiero porta alla negazione dell'anima.

Esiste una mente, esiste un corpo, esiste un'anima 

che può entrare in contatto con lo spirito

Ogni cultura informa la sua popolazione di un particolare stato di coscienza, che dipende dal luogo e dallo spazio di vita collettivo. La dimensione sociale è quindi interrelata con quella individuale attraverso la cultura, il linguaggio, l’arte, la politica, ecc., così che ogni persona è sveglia in un certo posto in un certo modo. Questo modo di stare svegli è una rete che seleziona ciò che vediamo, ne definisce il significato e ci fa adattare in modo corrispondente a ciò che chiamiamo realtà.

La normalità statistica definisce il dato quantitativo di maggioranza per cui la modalità di stare svegli in Italia nel 2009 che funziona meglio è chiamato “stato ordinario”, e corrisponde ad un certo grado di evoluzione del pensiero razionale. Oltre allo stato ordinario esiste però una considerevole varietà di stati di coscienza, nei quali avvengono esperienze diverse, fra cui quelle di rilassamento, concentrazione, allarme, sogno, sonnambulismo, crepuscolari. In determinate situazioni, ad esempio nelle guerre, molte persone partecipano a sconfinamenti di stati ordinari, creati da esperienze traumatiche, da schock. Vi sono anche situazioni che riguardano rituali religiosi, per cui si accede a stati non ordinari, straordinari, di transe. La transe corrisponde ad una espansione della mente, ad un entrare in sintonia con il sistema ambientale circostante, ad un accesso al “mana”. Per accedere allo stato di transe è necessaria una forza fisiologica o psicologica tale da frantumare i processi di stabilizzazione dello stato di coscienza ordinario.

La forza centripeta dell’ordinario stato di coscienza fa mantenere stabile la gravitazione attorno al nucleo razionale della persona, per cui per la razionalità insita di questo stato la transe è una forza misteriosa perchè porta oltre i confini entro i quali valgono le riconosciute leggi di gravitazione. Il mistero della transe non deve però essere confuso con la pericolosità, perchè lo stato di transe non è pericoloso, è anzi rigenerativo, sia per il SNC che per il sistema vegetativo. È una porta attraverso la quale si ha accesso alle memorie traumatiche segregate, agli stati di benessere transpersonale, al collegamento col divino al di là della propria storia personale. È in questo senso una “destorificazione” dell’esistenza individuale, la quale viene reimmessa nel flusso universale della vita umana, partecipe dell’archetipo.

Anche gli stati di transe dipendono, nella forma, dalla cultura di appartenenza, gravitando pur sempre attorno agli stati ordinari di coscienza. Questo significa che la percezione è pur sempre guidata dai contenuti culturalmente codificati, dalle entità intermediarie della società. Così come codifica il percepibile, codifica chi può percepire.

Lo sciamano, in questo senso, è una figura prevista dalla società, riconosciuta come colui che sa far uscire la propria anima dal corpo e che può viaggiare nelle dimensioni non ordinarie, là dove c’è la soluzione, la cura, la fonte della conoscenza. Lo sciamano rappresenta l’inversione del flusso, colui che viene digerito dall’interno, colui che perde e muore allo stato ordinario per vincere e nascere a quello straordinario. Risputato dagli spiriti lo sciamano ha ora accesso ad un’altra forma di vita, nella quale può usufruire dell’aiuto degli spiriti guida.

Lo sciamano ha vissuto e vive due vite: la prima, Io sono io (identificazione con la storia personale); e la seconda, io sono questo (disidentificazione dalla propria storia personale).

Ma che cos’è questo? Questo è il luogo dove lo spirito può dimorare, unito all’anima, per portare la cura transpersonale dell’ancestro nella quotidianità.

C’è un’altalena sulla quale oscilla l’individuo tra il ricordarsi e lo scordarsi di sè stessi e delle proprie possibilità spirituali: talenti e creatività.

L'approccio olistico segue l'intento dell'autotrascendimento 

dei "normali" livelli di consapevolezza con l'utilizzo delle

 tecnologie del sacro

La Biotransenergetica (BTE)

A TRANSPERSONAL PSYCHOTHERAPY FROM SHAMANIC TRADITION
Biotransenergetic is a psycho-spiritual discipline which promotes the full expression of our "intimate nature or spiritual essence" and teach to master states of consciousness (transe). When we master the transe, we can "make one from two", we can find our place among the forests and the ocean, among the animals and the stones, the waterfalls and the moon

<<una visione unitaria non può che derivare da uno sguardo unitario, ed uno sguardo unitario nasce da uno stato di coscienza unitario, che alcuni definiscono: la coscienza dell’unità. Tale coscienza dell’unità sembra caratterizzarsi come uno stato dell’essere che si raggiunge quando si è in grado di varcare le soglie della mente ordinaria, solitamente imbrigliata ad una visione duale dovuta agli attaccamenti e ai conflitti di ordine personale. Si potrebbe allora facilmente comprendere, anche dispensando il supporto di una conoscenza enciclopedica, di modelli, quadranti, anelli o spirali, che la questione è la discesa dalla mente al cuore, una questione facile da dire, infinita da compiere.
Si potrebbe allora arrivare a comprendere che il termine transpersonale non appartiene a nessuno ma è a disposizione di chiunque sia autenticamente in cammino su di una via che abbia un cuore.
>> Nagual

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"La Biotransenergetica è una disciplina psicospirituale di nuova concezione che attinge alle antiche tradizioni sciamaniche, condivide con le antiche medicine tradizionali e le terapie psicocorporee la visione dell'organismo come un insieme di processi energetici, procede lungo le linee tracciate dalle recenti acquisizioni della fisica moderna, della ricerca sulla coscienza, della psicobiologia, si colloca all'interno di quel vasto movimento transpersonale che opera per l'emergenza e l'affermazione in ogni ambito della scienza del nuovo paradigma olistico." Citato dal libro: "LA BIOTRANSENERGETICA. VERSO UNO SCIAMANESIMO MODERNO", di P.L. Lattuada >>Vai al sito o alla Scuola di Psicoterapia Transpersonale

La BTE nasce in seno all'associazione Om, iscritta all'EAP, European Association for Psychotherapy e all'ATP Association for Transpersonal Psychology; è membro fondatore della FAIP Federazione delle Scuole Italiane di Psicoterapia.
Om ha organizzato in proprio cinque convegni internazionali:
- La follia e il divino, Torino 1988
- La magia della consapevolezza, Lucca 1990
- Energia e coscienza, Abano 1995
- Esperienze interiori, Milano 1996
- L'eredità della tribù, Milano 1999

 

La biotransenergetica (BTE) agisce in un contesto clinicamente più ampio di quello psicoterapico classico. L’espansione della coscienza-consapevolezza diventa espansione-esplorazione dei contesti, in modo da applicare nella propria vita gli strumenti transpersonali da essa indicati. La BTE fa in modo che le persone si auto-guariscano nel contatto con gli archetipi dell'inconscio collettivo. Rinunciare ai blocchi emotivi-relazionali-fisici che cronicizzano l'esistenza in dinamica viziose (malattie, disturbi, disfunzioni) è già un riprendersi la responsabilità di guarire, rinunciando all’attesa del messia, alla bacchetta magica, alla sofferenza-pretesto. La libertà è fatta di responsabilità e di fiducia, di scelta e di pace, di luce e di contatto. Inizia combattendo per essa, tendendo agguati ai nostri pretesti, restando vigili, consapevoli.

Le persone che si rivolgono a psicologi, medici e terapeuti in genere lo fanno chiedendo di poter superare i propri "blocchi". Ma per l'approccio olistico il blocco è una porta attraverso cui raggiungere il centro delle potenzialità. Negazione, rifiuto, ribellione, contrattazione, riflessione: questi gli stadi che mostrano il processo archetipico. Ogni fase ha forze e debolezze, un dualismo da superare, un drago da uccidere, la disidentificazione dai ruoli abituali da perseguire. Come ogni percorso si parte da un luogo determinato: l’essenziale della partenza è onorare il contesto ed assumersi la responsabilità di chiedere: “chiedi e ti verrà dato”. Attivando l’energia personale e chiedendo, si entra in contatto con la dimensione transpersonale della forza. Nel luogo degli archetipi si può in quel tempo attingere alla forza dell’arcano, dove il proprio agire diventa l’essere agiti dalla dimensione transpersonale. Attraverso la difficoltà e l'incertezza si percorre un cammino che porta all’atto poetico: una vita armonica. C'è armonia quando la "danza della realtà" accade con un contatto consapevole con le forze archetipiche del Sé.

"non si pasce di cibo mortale chi si pasce di cibo celeste" Mozart

Il processo di individuazione

Porre attenzione al processo interiore di individuazione porta all’apertura delle porte, le vie che diventa possibile percorrere nel momento in cui si pone consapevolezza al processo alchemico di trasformazione. In questo modo si parte dalla difficoltà per cogliere l’essenziale ed operare direttamente su di esso. L’essenziale non è situato in un punto, è invece un processo di trascendenza, una connessione tra il limite ed il contesto, confine del suo superamento.

Le fasi di individuazione di Grof sono:

    1. esperienze astratte (ad esempio un malessere diffuso di cui non ho i contorni: “non sto bene”. Un materiale grezzo dal quale nasce la coscienza dell’ombra)

    2. esperienze biografiche (ad esempio la costellazione dell’ombra è una tecnologia per favorire il contatto con tali esperienze)

    3. morte e rinascita

    4. esperienze transpersonali (ad esempio il contatto col Sé)

Il percorso per arrivare al transpersonale passa attraverso queste 4 fasi ordinate, che non vanno saltate per non correre il rischio che gli oppressori trasformino le esperienze in pretesti.

L’Io è l’insieme delle esperienze biografiche, una regolarità costante di percepire l’individualità nel mutamento, che in queste fasi si dissolve gradualmente nel Sé.

Queste 4 tappe sono una modalità di leggere il processo che parte dalla presa di contatto per giungere alla qualità dell’autotrascendenza, insita nel Sé organismico. Ad ogni tappa si trascende e si aumenta il grado di libertà, aumenta la configurazione del benessere e si assiste ad una maggior integrazione di essere e divenire nel qui ed ora. Ogni tappa comporta il rischio della cronicizzazione nei 7 dualismi, indicati dopo ogni chakra.

Video di Ken Wilber: video>>>

Si tratta dunque di porre consapevolezza al processo, alla sua struttura ed al suo contesto come modalità di conoscenza. Si parte dal centro, dalla coscienza unitiva, dalla fede, dalla gnosi, dal transpersonale. Per il modello olistico-sistemico nel centro c’è l’individuazione della conoscenza, il riconoscimento di un Sé transpersonale che è connesso con il contesto. Da ciò deriva una lettura laica del trascendente come modello impersonale: un modo ulteriore di fare esperienza della situazione che trascende il personale. Per poter compiere questa sperimentazione con tale qualità dell’esperire sono necessarie fiducia (come qualità necessaria per conoscere l’esperienza del divino) e fede (come ricordo dell’esperienza del divino).

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Sito creato da Avena Marco, approccio olistico1 transpersonale2.

1. Il termine “olismo” fu coniato dal filosofo e uomo di stato sudafricano Jan Smuts nel 1927 nel testo "Olismo ed evoluzione". Vai al PARADIGMA OLISTICO>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>

2. Il termine "transpersonale" va fatto risalire a Roberto Assagioli. Vai alla PSICOSINTESI>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>>