Articolo di di Antonella Sgambati
L’esperienza Astro-clinica...dell’Analisi
astro-Transazionale
LO STUPIDO E LA CALZA
Lo stupido” e “La calza” sono nomi di giochi scoperti e
studiati durante l’esperienza clinica dello psicoterapeuta
Eric Berne, fondatore dell’Analisi Transazionale. Il primo
gioco fa parte della categoria detta “dello studio medico”,
il secondo è un gioco sessuale.
“.
Va ricordato che il termine “gioco”, in analisi
transazionale, spesso non implica un divertimento e non
viene preso alla leggera. Ogni gioco, come detto nei
precedenti articoli, implica un tornaconto, un pagamento in
termini psicologici; da parte degli “agenti” non ci sono
richieste schiette ma manovre sleali. Naturalmente, la
maggior parte delle persone che agisce i giochi è
inconsapevole di farlo - ne è drammaticamente preda - e
ovviamente pensa di essere in buona fede. Secondo l’AT, le
diverse transazioni tra le persone servono per la
“strutturazione del tempo” e per le “fami”. I modi di
strutturare il tempo occorrono all’essere umano per
“nutrirsi” di carezze; sono, in altre parole, sistemi per
dare e ricevere riconoscimenti o carezze. Il “giocare” è
anch’esso un modo per soddisfare le fami primarie di
stimoli e di riconoscimenti. Rispetto all’isolamento, ai
rituali, ai passatempi e alle attività, i giochi consentono
alle persone un forte coinvolgimento emotivo e relazionale,
ma negativo. Nel gioco si preferisce, in sostanza, ricevere
o dare carezze negative anziché nessuna carezza.
Nel gioco chiamato “Lo stupido”, il protagonista (o la
protagonista) ha spesso una personalità ciclotimica e
maniaco-depressiva. Parte dalla posizione di Vittima. La
forma più blanda della Tesi dello Stupido è “Rido con voi
della mia goffaggine e della mia scempiaggine”; nella forma
più grave, la sua Tesi è: “Sono irrimediabilmente stupido,
perciò fate qualcosa”. Lo Stupido si distingue dal “Goffo
pasticcione”, che parte pure da una posizione depressiva,
perché il secondo ha un approccio più aggressivo e cerca il
perdono come tornaconto ai suoi pasticci evidenti. Lo
stupido, invece, vuole che gli altri lo ritengano davvero
stupido, in modo che nessuno potrà mai prendersela con lui
per alcun motivo. In questo caso, non c’è bisogno di
perdonarlo perché si parte dal dato di fatto che “lui è uno
stupido”.
L’obiettivo dello Stupido è che gli altri gli dicano che è
uno stupido, o rispondere da stupido. Quanto meno impara,
tanto più efficace sarà il suo gioco. A scuola non studierà
granché e sul lavoro non imparerà nulla che gli consentirà
di progredire. In realtà, nelle situazioni di emergenza, la
gente si accorge, stupita, che lo stupido, quando vuole,
non è affatto stupido!
L’Antitesi della forma più blanda del gioco dello Stupido
non è difficile. Se l’altro non ride dello stupido e non lo
prende in giro, diventa un suo amico. Questo perché,
essendo lo stupido un ciclotimico, alterna momenti di
euforia ad altri di depressione: nei momenti di euforia
sembra essere felice quando gli altri ridono di lui e con
lui, e ci resta male se gli altri non partecipano con
ilarità alla sua stupidità. Ma quando lo stupido entra
nella fase depressiva viene a galla tutto il suo
risentimento nei confronti di coloro che lo hanno deriso.
Quindi, chi ha rinunciato a giocare capisce di aver agito
nel modo giusto. Allora lo stupido riterrà amico chi non ha
giocato e nemici coloro che secondo lui si sono divertiti
alle sue spalle.
Dire allo stupido che non è affatto stupido non serve.
Magari ha solo un’intelligenza razionale un po’ limitata e
ne è cosciente, ed è questo elemento che ha fatto scattare
il suo gioco. D’altro canto, chi gioca allo stupido ha un
forte intuito psicologico ed è su questo punto e per le sue
altre attitudini che bisognerebbe manifestargli rispetto,
anziché provare a rassicurarlo continuamente sulla sua “non
stupidità” con una mossa del gioco chiamato “Sto solo
cercando di aiutarti”. Questo atteggiamento gli darebbe
l’amara consolazione di vedere che gli altri sono ancora
più stupidi di lui! Dunque, il miglior modo per avere a che
fare con chi gioca allo Stupido è semplicemente non
partecipare al suo gioco.
L’antitesi di chi gioca allo Stupido in maniera davvero
drammatica è, invece, più difficile da attuare. In questo
caso, lo Stupido ha come tornaconto suscitare impotenza ed
esasperazione negli altri, anziché ilarità, perché parte da
questa Tesi: “Fate qualcosa”. Perciò, secondo lo Stupido,
se gli altri (o l’altro) non fanno niente è perché si
sentono impotenti; se fanno qualcosa, è perché sono
esasperati. In entrambi i casi, perciò, lo Stupido ha il
suo tornaconto. E “vince”.
Fabio è nato il 25/3/68 alle ore 2.10 (luogo omesso/nome
fittizzio)
Nel gruppo di terapia, Fabio non si è ancora integrato.
Sembra spesso distratto quando gli altri stanno
“lavorando”, e quando chiede di poter parlare, quasi sempre
per ultimo, l’argomento che propone è principalmente il
fratello maggiore. Entrambi lavorano come commercialisti,
insieme hanno un studio ma quello che decide per tutti e
due è Mauro. Perché Mauro è troppo in gamba, troppo furbo,
troppo brillante, invece io…
Fabio è praticamente un dipendente del fratello. Il
problema, a ben vedere, non è Mauro, anche perché dai
racconti che Fabio fa riguardo ai loro rapporti quotidiani
non emerge un fratello prevaricatore né particolarmente
egocentrico. Nelle ultime sedute viene a galla la netta
preferenza del padre dei due “ragazzi” per Mauro, da sempre
(Mauro e Fabio hanno 8 anni di differenza). Su Mauro perciò
erano riposte aspettative di successo, riuscita,
affermazione, prestigio. Che, in fondo, non sono state
disattese. Non conosciamo Mauro, non possiamo verificare le
sue straordinarie doti, però possiamo verosimilmente
presumere che Fabio, sentendosi non all’altezza del
fratello, svalutato ed escluso dalle attenzioni paterne,
abbia elaborato da bambino un copione da Vittima,
cominciando a giocare a “Lo stupido” e abbia sviluppato col
tempo un vero e proprio complesso d’inferiorità. Pur
essendosi laureato, non ha mai coltivato particolari
interessi né passioni specifiche. Un po’ di letture, un po’
di musica, un po’ di sport… di tutto un po’ ma senza
entusiasmo. Dice di non riuscire a trovare una compagna che
lo ami davvero, vive da solo. E’ malinconico, spesso
triste. E’ entrato in terapia perché si sente insoddisfatto
ma non sa cosa fare, e ritiene inutile qualsiasi tentativo
per avere maggior spazio all’interno dello studio che
condivide col fratello. Tanto…
Presumiamo che Fabio negli ultimi tempi non abbia fatto
alcun tentativo. E scopriamo che prima, sì, ma poi facevo
comunque qualche casino (sorride), menomale che c’era
Mauro.
Siamo alla fase B, quella del gioco più drammatico dello
“stupido”, quella cioè che ha come Tesi: “fate voi
qualcosa”. E questo è il motivo per cui Berne fece
rientrare questo gioco tra quelli della categoria detta
“dello studio medico”.
In pratica, Fabio “si consegna” al terapeuta e al gruppo
con la “speranza” di ottenere il suo tornaconto… Gran parte
della terapia, in questo caso, mirerà a svelare la
psicodinamica del suo gioco, focalizzandosi anzitutto su
argomenti laterali ed evitando qualsiasi sprone in merito
alla sua vita professionale e alle sue capacità
intellettive.
Fabio ha il Sole in Ariete (Marte) quadrato all’ascendente
in Capricorno (Saturno).
Il Bambino Libero è in conflitto col Genitore Normativo. Il
Saturno in Ariete di Fabio è in terza casa! Ariete e
Capricorno, due Segni cardinali, hanno in comune il bisogno
di raggiungere mete e obiettivi di prestigio, seppure con
modalità e tempistiche diverse. Entrambi mirano ad una
forma di autorevolezza, ed entrambi sono disposti a
combattere o a sacrificarsi senza mezze misure per ottenere
ciò che vogliono. Sono Segni di comando, di potere. Un
Ariete-Capricorno depresso -sebbene il Capricorno abbia
molta familiarità e dimestichezza con la melanconia- può
nascondere moltissimo risentimento e una dose massiccia di
rabbia, non facili da gestire. La sensazione di impotenza e
frustrazione è particolarmente sofferta.
Dicevamo del Saturno di Fabio in Ariete e in terza casa.
Saturno in terza non è propenso a parlare (terza, casa
della comunicazione, dell’intelletto ecc.); Saturno è in
caduta in Ariete. In linea generale, questa posizione può
conferire un impulso e una volontà moderati. Quando Marte
si occupa delle cose in maniera saturnina, cioè con
disciplina, responsabilità e senso del limite, riesce a
raggiungere successo e risultati eccellenti; quando Saturno
si impone in modo marziano può diventare brusco, offensivo
e autoritario. Spesso Saturno in Ariete ha paura di
prendere l’iniziativa e dubita molto di se stesso quando
deve cominciare qualcosa, avanzare o assumersi dei rischi.
Altre volte, quando dà il via a qualcosa, genera conflitto
e resistenza senza volerlo. Chi ha Saturno in terza casa
spesso ha una grande differenza d’età coi propri fratelli o
è figlio unico. Si avverte, come succede a Fabio, una
disuguaglianza nel rapporto, come può esserlo tra un
genitore e un figlio. Ci si può sentire figli dei fratelli
o genitori che devono disciplinare i fratelli. Nel primo
caso, un fratello può assumersi nei confronti di chi ha
Saturno in terza un ruolo di autorità e quest’ultimo può
ritenerlo causa del proprio senso di inadeguatezza e di
bassa autostima. Chi ha Saturno in terza, perciò, comincia
a fare paragoni negativi. Anche riguardo l’educazione ci
sono problemi. Ci si sente fortemente manchevoli, anche se
i fatti potrebbero dimostrare il contrario. Magari si ha
una certa lentezza nel parlare, nello scrivere oppure nel
leggere, e il Saturno in terza casa si sente
intellettualmente inferiore. Non è mai abbastanza bravo.
Laddove c’è Saturno non è mai abbastanza.
Ma “lavorando” sulla mancanza espressa da Saturno si
ottiene grande autostima; in questo caso, se Fabio
identificasse davvero ciò che gli piace (Saturno in terza
può avere a che fare con i viaggi, con i mezzi di
comunicazione, con la scrittura, le idee, le lingue, i
mezzi di trasporto…) potrebbe già fare un passo avanti.
Fabio ha paura di essere frainteso, di non essere capito,
di essere giudicato; è come se i limiti del suo linguaggio
lo facessero sentire limitato anche rispetto a ciò che
prova. La paura di essere giudicato fa sì che si giudichi
da solo (in maniera negativa) e non agisca in alcun modo. E
dietro questa paura personale, ovviamente, si cela la
certezza di essere giudicati inadeguati dall’ambiente
circostante. “E’ vero, sono uno stupido, perciò fate voi
qualcosa”. Da notare che questo Saturno (Stato dell’Io
Genitore Normativo) è largamente congiunto al Sole (Stato
dell’Io Adulto) e quadrato all’Ascendente (modo di proporsi
all’esterno, primo impatto, immagine immediata che gli
altri percepiscono…) e sestile alla Luna (Stato dell’Io
Bambino).
Ovviamente, non è solo questo Saturno a segnalare il
problema di Fabio, anche se è un buon punto di partenza. Il
Sole (Io Adulto) arietino di Fabio non è brillante,
volitivo, coraggioso: è, come dicevamo, largamente
congiunto a Saturno, quadrato all’Ascendente e opposto ad
Urano (Bambino ribelle). L’opposizione Sole - Urano,
seconda - ottava casa riguarda le tematiche relative ai
valori psicologici ed economico- pratici, la stanzialità e
l’uscita dai confini, la sessualità…
In base all’esperienza finora ricavata, ogni Sole con
aspetti difficili e senza riscatti fatica a diventare
veramente Adulto, autonomo, capace di fare scelte in base
al qui ed ora. Delega agli altri, è in balia del prossimo,
pur provando risentimento rispetto a questa situazione.
La Luna in prima casa è un altro fattore di grande
instabilità. La consapevolezza di sé è influenzata dai
sentimenti momentanei, e questa percezione è soggetta a
rapidi cambiamenti di umore ed emozioni. E’ molto probabile
che gli altri percepiscano che in Fabio manca
un'autosufficienza emotiva e tendono a rimanere coinvolti
nelle sue questioni personali. Si realizza perciò il “fate
qualcosa” della sua Tesi, anche se con risultati negativi
per lo sviluppo e l’integrazione della sua personalità.
Nettuno in decima casa è un altro segnale di chi aspira
segretamente a diventare da Vittima Salvatore. Questo
Nettuno è quadrato a Giove in Leone (Genitore Affettivo):
il “sacrificio”, l’idea(le) e l’aspirazione non trovano
“l’abbraccio” da parte del Genitore. Si cerca
un’approvazione senza soddisfazione. Questo Giove, però, è
trigono a Marte in terza: ritorna il tema della
competizione tra fratelli anche se, qui, possiamo presumere
che Mauro abbia sostituito l’immagine deludente del padre
con una più affettuosa, generosa, attiva ed “eroica”.
Servirà tempo e lavoro perché Fabio comprenda che anche
questa “immagine” esteriorizzata (proiettata) corrisponda
ad una qualità che egli stesso possiede.
Tra l’altro, riguardo l’intelligenza di Fabio, possiamo
vedere il suo Mercurio (il Bambino diplomatico o “Piccolo
Professore”) in Pesci. Forma solo aspetti positivi: è
congiunto a Venere, è in sestile all’Ascendente e trigono
al Medio Cielo. Sicuramente è un’intelligenza più emotiva e
intuitiva che razionale. Denota talento per l’arte e per la
bellezza in genere, dolcezza, e capacità di entrare in
contatto profondo con gli altri; è un pianeta sicuramente
più facile da agire, libero da qualsiasi vincolo o limite.
Speriamo che da questo bel Mercurio (tra l’altro, il
pianeta indica i fratelli del soggetto), Fabio inizi la sua
“uscita” dal gioco dello Stupido, cominciando a comprendere
e a manifestare i suoi raffinati talenti psicologici e la
sua sensibilità per il Bello. E’ probabile che il suo
“Piccolo Professore”, checché lui ne dica, possa insegnare
qualcosa di veramente significativo al prossimo.
Nel gioco sessuale de “La calza” l’agente è sempre una
donna.
Appartiene alla famiglia dei giochi detti “Violenza
carnale” e la sua caratteristica principale è
l’esibizionismo. Di natura isterica.
La donna che gioca a “La calza”, quando si trova in un
gruppo di persone più o meno sconosciute, scopre in maniera
provocante una gamba e dice: “Povera me, si è smagliata la
calza!”.
In questo gioco, beninteso, si possono esibire con
nonchalance anche altre parti del corpo “eccitanti” - ad
esempio, il seno - sempre e comunque a causa di qualche
apparente motivo di disappunto.
E’ una mossa calcolata per eccitare gli uomini e far
imbestialire le altre donne. Ogni conseguente accusa è
ovviamente ribattuta dalla donna che gioca con proteste di
innocenza e contraccuse.
Ciò che emerge con evidenza è la mancanza di adattamento
sociale della donna che gioca a “La calza”. Non si
preoccupa di capire con chi si trova, né di verificare se è
il caso ed il momento giusto per effettuare la sua
“manovra” (ricordate, nei giochi la manovra è sempre
sleale). Perciò, quello che lei fa risulta sempre
inopportuno, volgare, e pregiudica i suoi rapporti con gli
altri.
A ben guardare, la donna, nonostante la sua superficiale
raffinatezza non capisce quello che accade perché ha
un’idea molto cinica della natura umana. Il suo tornaconto,
infatti, è quello di dimostrare che la gente è lasciva,
viziosa e depravata. Spesso la madre di questa donna le ha
dato in passato un’immagine effettivamente lasciva, e per
questo l’Adulto della donna che gioca a “La calza” è
portato insieme al suo Bambino e al suo Genitore ad
ignorare sia il suo atteggiamento provocante (e
provocatorio) sia il buon senso della gente con cui ha a
che fare.
Il gioco è perciò autodistruttivo. Implica che lei è
sessualmente disponibile, sempre e comunque.
L’antitesi è poco tollerata da colei che gioca a “La
calza”. Se volete che diventi vostra amica ma ignorate il
suo gioco provocante, rischiate di non vederla più. Se la
rimproverate, diventerà vostra amica, ma farete il suo
gioco e suffragherete la sua Tesi. In pratica, “la fate
vincere” ma non le fate certo un favore. Purtroppo, gli
uomini non hanno molta voglia di interrompere il gioco
eccitante di questa donna! L’antitesi vera -e sana- per
colei che gioca, spetta dunque alla discrezione delle altre
donne.
Marzia è nata il 24/7/72 alle ore 2.45 (luogo omesso/ nome
fittizzio )
Marzia fa l’attrice teatrale, è una bella ragazza. Non ci
sarebbe motivo per giocare a “La calza” solo per il gusto
di esibirsi. Lo può fare sul palcoscenico, in privato e,
comunque, attirerebbe ugualmente lo sguardo delle persone
per la sua avvenenza. Il fatto è che gioca per un problema
psicologico. Ed è chiaro al gruppo di terapia che ha un
rapporto negativo con sia con l’immagine della madre sia
con l’immagine paterna.
Ha il Sole in Leone e l’Ascendente in Gemelli. E’ di primo
acchito un’estroversa. Ma osservate meglio la sua Luna
(Bambino interiore) in Capricorno congiunta a Giove
(Genitore affettivo) in settima casa (gli Altri) entrambi
in quadratura a Plutone in quinta! La sua Venere in Gemelli
in prima casa congiunta all’Ascendente è pure eloquente, ma
è congiunta anche a Saturno in dodicesima. Il suo tema
natale è ricco di trigoni e sestili, Marzia ha molti
talenti e possibilità di successo.
Come spesso accade, l’Ascendente Gemelli propone
un’immagine volatile, può apparire anche frivola e
superficiale. Nel caso di Marzia, la sostanza della persona
è ben diversa…
Lascio a chi pratica l’astrologia fare, se ne ha voglia, le
ulteriori considerazioni ed ipotesi sul carattere di questa
ragazza molto intelligente e promettente. Una persona
spigliata, ambiziosa e socievole, avvenente e
“simpaticamente” cinica, il cui tema natale è assolutamente
privo dell’elemento Acqua…
Antonella Sgambati
BIBLIOGRAFIA
“Intuizione e Stati dell’Io” Eric Berne, a cura di M.
Novellino, Ed. Astrolabio 1992.
“A che gioco giochiamo” Eric Berne, Ed. Tascabili Bompiani
Rcs, 2000.
“Ciao!... E poi?” Eric Berne, Ed. Tascabili Bompiani Rcs,
2000.
__________________
"Ognuno di noi è nato in un determinato istante, in un
determinato luogo…e possiede la qualità dell'anno e della
stagione in cui è nato…" (C.G.Jung) ...