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Di G. Lawrence:  

English reference

Lawrence, W.G. (1998). Social Dreaming @ Work.  London: Karnac Books.

Lawrence, W.G. (2003). Experiences in Social Dreaming.  London: Karnac Books.

Lawrence, W.G.  (2005). Introduction to Social Dreaming: Transforming Thinking. London: Karnac Books.

Lawrence, W.G. (2007). Infinite possibilities of Social Dreaming.  London: Karnac Books.

Introduction to Social Dreaming, Karnac, 2006 (Tradotto in Italiano per i tipi di Borla,in corso di stampa)

 Informazioni bibliografiche in italiano

 “Social dreaming: la funzione sociale del sogno”

“Esperienze nell’uso del Socialdreaming”

“Introduzione al Social Dreaming” 

 

un sogno:

Un signore (forse sono io da vecchio) mi dice: "nella scuola un giorno si potrà studiare ciò che si vorrà". Gli dico che non mi sembra possibile, ma lui: "stai sicuro: se te lo dico io è così!"

Condivido ciò che sta scritto in Cronaca di una disincarnazione:
"Il mondo del sogno può essere paragonato ad un ologramma generato dalla coscienza, nel quale essa può spostarsi, accogliere altre coscienze. Si può anche penetrare nel sogno di un altro, e anche fondere insieme due sogni, sempre che ci sia un'intesa fra le due persone. Al risveglio, ne risultano ricordi a volte incoerenti, ma che possono comunque contenere una parte di verità." (Anne e Daniel Meurois-Givaudan, p. 106)

Dopo l'esperienza è essenzialmente utile dedicarsi ad una attività artistica quale la pratica del mandala..

"Il mandala è un diagramma simbolico che, grazie ad una struttura formale altamente significativa, traduce in maniera sistematica l’origine e lo sviluppo dell’universo, in termini sia spaziali che temporali. A causa della sua natura polimorfa, il mandala si presta ad essere indagato nei più svariati campi del sapere, dalla storia dell’arte alla religione, dalla filosofia all’astronomia. E' un organismo compiuto e onnicomprensivo, comprendente ciascuno di questi campi, pur non esaurendosi in nessuno di essi."

Sogno del 06/06/06

Ero insieme ad un famoso analista junghiano, il suo assistente anziano ed altri allievi in un luogo sconosciuto e dovevamo fare una cerimonia per bruciare i Principia Matematica di Newton.
Appena iniziato il rito, il cerimoniere-analista ci diceva che si sarebbe assentato per un impegno urgente e ci avrebbe raggiunti solo dopo. Ci lasciava e dava a me l'incarico di aprire una porta segreta per compiere la cerimonia in un luogo misterioso. In quel momento il papiro originale dei Principia aveva preso fuoco.
Trovavo in una specie di portachiavi affisso al muro dietro una porta una chiavetta che usavo e, senza che io lo vedessi, azionava un'apertura sull'oltretomba. Lo potevo vedere: era un luogo composto da centinaia di piani sottoterra, ognuno dei quali ospitava migliaia di stanze per cerimonie fra le più varie.
Ero stato incaricato con uno sguardo a portare le persone al ventinovesimo piano sotto terra.
Entravamo quindi in un ascensore aperto che ci portava in un luogo meraviglioso per la sua imponenza, ben illuminato da un luce luminosa di fiaccole.
Scorgevo altri gruppi che, come il nostro, facevano scuola là sotto: ci rendevamo conto per la prima volta di essere entrati in un circolo esoterico antichissimo.
Eravamo quindi al 29mo piano, e l'opera di Newton continuava lentamente a bruciare.
L'assistente anziano dell'analista era molto preoccupato. Girava intorno al tavolo con il papiro infuocato in mano. Allora io, alquanto attirato dalla conoscenza che sentivo emanare da lui che aveva studiato i Principia Matematica, gli chiesi:
"Maestro, perchè le verità assolute contenute nei Principia Matematica sono così importanti per voi?"
Nel chiedere questo mi sorprendevo di aver usato il termine "maestro", e mi preoccupavo che questo non consistesse in una tentazione. La tentazione di diventare un adepto di Newton..
Il "maestro" mi rispondeva:
"la verità è assoluta perchè è bella, al di là del suo contenuto".
Con questo capivo che non importava se Newton aveva sbagliato, se ciò che aveva detto non era giusto. L'importante era l'assoluta bellezza di quegli assiomi così perfetti e così soffiavo sul fuoco e lo spegnevo.
Capivo che non era una questione di contenuto, ma di forma perfetta, frutto di perfette corrispondenze e matematiche certezze. Ogni cosa corrispondeva esattamente alle altre, ogni elemento della natura era esatto in senso matematico.
Mentre facevo questi pensieri, venivo spaventato dal movimento dell'ascensore che ripartiva per scendere giù. Pensavamo sarebbe sceso di un piano, mentre scendeva di tre. Scoprivamo allora che non eravamo scesi al piano giusto e che ci eravamo fermati al 26mo, e che solo ora eravamo arrivati al 29mo, come il cerimoniere ci aveva ordinato. Questo ci rassicurava, perchè eravamo stati tutti spaventati quando l'ascensore avevo cominciato a scendere, per un motivo semplice. Perchè sapevamo che sotto il ventinovesimo piano non c'era nessuno, e quindi nessuno poteva chiamare l'ascensore per farlo scendere. La rassicurazione durava poco perchè l'ascensore non si fermava e continuava a scendere. Chi poteva aver chiamato l'ascensore?
Un brivido mi pervadeva, perchè temevo che l'ascensore fosse stato chiamato a causa della mia tentazione di salvare i Principia. Infatti non avevo resistito, e non solo avevo chiesto il vero significato dei Principia, chiamando l'assistente "maestro", ma avevo anche spento il fuoco che li stava bruciando.
E ora che eravamo arrivati a quel piano vuoto, ora nel buio vedevo una turbolenza, forse creata dall'arrivo dell'ascensore, ma che a me sembrava tanto della forma di un pipistrello, grande come tre uomini, che la mia paura additava a "lucifero". Sì, la mia paura più grande era quella di essere stato convertito al culto del diavolo.
Questa era la tentazione più grande, che l'analista junghiano aveva appositamente permesso che accadesse.

 

Spero che, come sempre, i sogni ispirino non solo le vostre notti...

 

Che cos'è un Sogno lucido?

Sognare lucido vuol dire avventurarsi nei propri sogni conservando la lucidità della coscienza sveglia. Fino a una ventina di anni or sono questa possibilità veniva vigorosamente negata in base a un dogma neuroscientifico molto semplice: o si è svegli o si è nel sonno profondo o si sogna. Non si ammetteva che fosse possibile essere contemporaneamente in due stati di coscienza e, del resto, se i sogni potessero intrudere nella coscienza vigile si finirebbe in Pronto Soccorso ove lo psichiatra di guardia, sentita la descrizione di ciò che è successo, non esiterebbe a far diagnosi di delirio schizofrenico. La possibilità di trovarsi svegli nel sogno, invece, veniva liquidata pensando che fosse possibile sognare di star sognando. Eppure il sogno cosciente non solo era largamente noto ai parapsicologi che da un secolo raccoglievano nei Proceedings della Society for Psychical Research di Londra resoconti, segnalazioni e circostanze, ma anche agli psichiatri, ai neurologi e agli psicologi clinici perché si stima che circa il 20 per cento della popolazione abbia avuto almeno un sogno lucido nella vita e che tra costoro alcuni ne hanno uno al mese o più, ma la parapsicologia è sempre stata considerata una sorta di “pattumiera delle illusioni” e “sognare di star sognando” era considerata, appunto, un’illusione intraonirica. Nelle culture orientali, invece, il fenomeno non solo era (ed è) considerato normale, ma addirittura era (e lo è ancora) coltivato e sfruttato a fini religiosi, evolutivi e salvifici.

 

  Tutte le tonalità del quadro circolano nel nostro sangue ... ci pare di nascere in un mondo nuovo, il mondo reale; si ritrova se stessi; ci sembra di diventare noi stessi il dipinto. Per amare un dipinto bisogna quasi averlo bevuto a lunghi sorsi e sentirlo dentro nel profondo. Bisogna arrivare ad uno stato di incoscienza. Bisogna discendere al pittore alle oscure, intricate radici delle cose e risalire da esse nel colore, immersi nella sua luce.  J.Gasquet, Cézanne, Berheim Jeune

Così come per l'arte e l'artista, il sogno e il sognatore...

 

Bibliografia on-line

 

http://www.funzionegamma.edu

http://www.socialdreaming.it

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