L'intento: creare una rete onirica di "arte-sognatori" in grado di percepire i mutamenti x adattarvi creativamente le proprie azioni. 

Se si parte dalla premessa che il sogno è un prodotto misterioso del genere umano la cui origine non è conosciuta, ci si può avvicinare con la giusta umiltà, necessaria per non pretendere di possederne i segreti e per formulare una domanda molto importante: cosa fare di questo mistero? Qualcuno risponde nel modo più indolente, dimenticandoselo. Altri rispondono nel modo più semplice: farne esperienza.

Come ogni altra esperienza i sogni possono essere messi a disposizione della biblioteca delle esperienze umane, condividendoli con gli altri. Il sogno è un mezzo e non un fine: ci porta da qualche parte, ci fa fare una qualche esperienza che va osservata e vissuta, e solo dopo analizzata ed interpretata. Molti ricercatori avanzano oggi l’esigenza di riporre l’uomo e non una teoria psicologico-filosofica autoreferenziale al centro della scena, scalzando i simulacri creati dalle teorie di un secolo fa, pretese di verità basate su costruzioni mentali. Il sogno va riportato alla sua essenziale utilità per la vita umana, singola e collettiva.

vai al gruppo su FACEBOOK

 

Al di là della Mente - Il metodo del Social Dreaming Matrix from MarioEs on Vimeo.

Lavoro con i sogni: nei sogni ti ascolto parlare e sento la tua storia, vedo le immagini che porti e percorro con te la strada che risale alla fonte che le anima  

Fare social dreaming è condividere liberamente i propri sogni. Fatta tra adulti, l'esperienza assume le caratteristiche filosofiche del contesto di appartenenza, con gli atteggiamenti tipici della cutura di provenienza.

La childreamatrix, la matrice con i bambini, assume invece le caratteristiche di un gioco sacro: i bambini non scherzano quando giocano, lo fanno in modo responsabile. Il gioco ed il sogno sono presi con estrema serietà: i contenuti che portano sono universali ed autentici.

Il sogno è un apparato ricettore, come una antenna che permette di mettersi in contatto con ciò che può essere battezzato come addensato caotico di coscienze individuali: una coscienza transpersonale.

VAI
>consulenza aziendale<

<<Per altruismo io intendo la rinuncia all’ego, che vedo essenziale per il successo del Social Dreaming>> W. Gordon Lawrence  
 
VAI AL BLOG
 
Quando per la prima volta ho sentito parlare di social dreaming matrix ho associato la parola Matrix al film: una libera associazione che aveva molti risvolti di verità! Nel film il protagonista Neo deve scegliere tra due pillole, l'una dà l'accesso all'amara verità, l'altra permette di restare nella dolce illusione. Neo, essendo l'eletto (nonchè il protagonista del film) sceglie ovviamente di combattere per la verità. Ma questa è una scelta molto meno ovvia nella vita di tutti i giorni, dove paghiamo a caro prezzo il mantenimento delle nostre illusioni pur di sentirci al sicuro.

Ma cos’è che mi ha avvicinato al Social Dreaming?

È la curiosità verso un metodo brillante e la speranza verso una realtà altra. Attirato dalla sperimentazione di uno stato di coscienza alterato, oniroide, quello che di fatto avviene partecipando alla Social Dreaming Matrix, affascinato dalla possibilità di vivere in altri mondi mentre si sogna, ero affamato di conferme e di confrontarmi con altri che potessero avere la mia stessa passione verso il sogno, che di per sé è la prova che esiste qualcos’altro di là dal mondo ordinario.

Cito dall'articolo di AVENA-GASSEAU di recente pubblicazione:
G. Lawrence (1998) denuncia “l’ideologia del sogno individuale” come approccio totalizzante verso la considerazione dei sogni. Tale orientamento, secondo l’autore, sarebbe sostenuto da un mondo terapeutico preoccupato alla conservazione dell’esclusiva sull’interpretazione dei sogni da un lato e dalle difese narcisistiche di una cultura occidentale dove trionfa l’Io, dall’altro. G. Lawrence propone quindi una “ideologia del sogno sociale” basata sulle evidenze dell’antropologia e dell’etnografia, secondo le quali in molte civiltà i sogni parlano innanzitutto della vita del gruppo e da questo vengono riutilizzati come fonte di informazioni sulle vicissitudini della collettività.
>>LEGGI TUTTO
>>Lascia un commento!
La matrice di social dreaming è una tecnica "onirica" di gruppo dove le persone possono "viaggiare" con i sogni propri e altrui. Permette una nuova modalità mentale di essere trasportati dai sogni, modalità nuova solo per gli occidentali. Nelle popolazioni "primitive" infatti, i sogni sono sempre stati trattati così: come esseri viventi, come maestri che indicano il percorso.
La tecnica che prende il nome di Social Dreaming, elaborata da W. Gordon Lawrence,  prevede uno spazio che è anche un portale: un ponte transpersonale che usa e viene usato dal sogno. Attraverso questa soglia si entra, ed una volta entrati, si dimentica il proprio nome, che viene svuotato, non è più necessario.
Le identità che si assumono sono quelle che i sogni stessi ci danno. La matrice diventa un cerimoniale di battesimo. La dis-identificazione dal proprio nome avviene nel contesto spazio-temporale alterato della transe onirica. Entrare nella dinamica matriciale crea infatti alterazioni nelle sensazioni e nelle percezioni del proprio corpo, per cui esso si estende fino a comprendere lo spazio degli altri, fino a partecipare del loro tempo, percependone i significati ontologici.
La comunicazione tra le menti avviene a partire da qualcosa che accomuna tutti gli uomini: il mistero. Nati con un contratto a termine, camminiamo verso la morte presagendone i movimenti in attimi di stupore. I sogni sono il crocevia tra la vita e la morte, tra il passato e il futuro, tra il possibile e l'impossibile, tra l'umano ed il divino. La libera associazione, invenzione del genio freudiano, permette di restare nel crocevia del paradosso. L'amplificazione tematica, intuizione junghiana, permette di trasformare la realtà nella quale viviamo e vivremo. Trasformazione basata sull'assunto che noi siamo fatti della stessa sostanza dei sogni...
Il potere del sogno si amplifica quando si abbandonano le pretese di controllo, i bisogni di rassicurazione, gli attaccamenti alle identità consuete. Il sognare insieme, se fatto con umiltà, porta sulle vette dei grandi sogni, sulla via del guerriero. Una volta lasciate le ambizioni materialistiche, si dischiudono paesaggi mitici ben al di là delle mete individuali. L'ampliamento di prospettiva moltiplica il potenziale d'azione, avvicinando il divino in veste di qualità umana.
Per soddisfare la domanda di chi ha bisogno di catalogare ogni tecnica con un fine specifico, si può allora rispondere che il fine del social dreaming è un viaggio nel tempo del sogno, il tempo dei creatori, di morte/rinascita. Si va nella matrice uscendo dal proprio Io individualistico, donando i propri sogni nel luogo della simbolizzazione/desimbolizzazione onirica.
La libertà dal pensiero, dagli stereotipi, dalla cronicizzazione delle proprie identità, in questo mondo globalizzato dove ogni spazio di intimità viene colonizzato dal chiasso, non è cosa di poca importanza; alla fine dei conti...
 

Il valore della matrice di Social Dreaming è per me il valore dell’atmosfera che si crea, che si condivide, che si respira, inspirandola per nutrirsene, ed espirandola sotto forma di sogni, già trasformazioni delle immagini viventi che popolano i sogni.

La qualità della Social Dreaming Matrix sta, a mio parere e sentire, nella relazione interpersonale, la quale è profondamente legata, a doppio mandato, con la motivazione ad essere lì. Incontrare gente curiosa, ricercatori di sé stessi e degli altri, porta subito a viaggiare velocemente nel mondo del sogno, dei sogni condivisi, da vivere insieme in una appassionante condivisione di esperienze che trascendono gli ordinari stati di coscienza. Tutto ciò che la ragione aveva relegato nel sospetto mondo della magia, ritrova la propria naturale via, la via della libertà di espressione.

Ciò che sorprende è parlare con linguaggi sconosciuti eppure capirsi, e scoprirsi simili a persone estranee eppure così familiari nelle immagini vicendevolmente sognate. Ciò che affascina è scoprire nuove possibilità di azione, di scelta, di contatto con la natura: è suggestivo sentirsi terra, fuoco, aria o acqua, ma anche metallo, legno, luce ed ombra. Amplifica la coscienza il contatto col non immaginato, il riconoscimento dei sogni altrui come possibilità radicalmente diverse da quelle che si pensava di avere. È bello gurdare insieme alle creazioni artistiche frutto di simboli comuni, frutto del tempo passato insieme a ricordare e raccontare i sogni, o – se si preferisce – a sognare come il sogno del gruppo.

Dato che è impossibile descrivere i fenomeni intrapsichici che avvengono in un social dreaming, il metodo di osservazione e descrizione olistico sembra essere il più adeguato, in quanto permette la descrizione dei movimenti della matrice nel suo complesso, ovvero gli sviluppi dei motivi dei sogni. Questa visione olistica di ciò che accade fa riferimento ad una matrice come ad una coscienza sovraindividuale, o meglio transpersonale.

 

Per informazioni sul SD :   www.socialdreaming.com http://www.socialdreaming.it/

Social Dreaming Ltd., Meadway Court, Meadway, London NW116PN

 

The Social Dreaming Matrix can be considered an instrument of knowledge of the dreamer’s social and institutional environment or context through his own dream. Dreams shared in the Social Dreaming Matrix allow  the dreamer and the participants a different perception that shows the unconscious and subconscious social, institutional and environmental contents that cannot be  known and shared and that are not recognized in the culture or in the social context of the dreamer.

The task for the participants in  the group in the SDM is to share dreams and associations to dreams in a snow flakes or spiral setting. The possibility to use free associations and the amplification of other members to the dream, conceived like a specific form of thought for an image to grow out of a matrix process in the group, gives with the interpretative work of the conductor a new perception and more awareness of the social context. The SDM  represents  a social intercultural revaluation of the personal experience of the dream. In the dream matrix  it is possible to find the archetypical shape of the collective unconscious where the social and institutional shadow and the phenomenon of synchronistic interdependence is shown, thus creating an increased knowledge of the dreamer and of the  cultural and institutional environment.

>>>vai a pagina 2<<<

intervista a Eleonora Planera

il sogno al Salone del Libro

Cinema e sogno: G. Stoccoro

Sito creato da Avena Marco, approccio olistico1 transpersonale2.

WebMaster: Marco Avena. Per info sul sito inviare una email a: marco.avena@yahoo.it

 

                                       
Sito creato da Avena Marco, approccio olistico1 transpersonale2.