La sindrome degli antenati

Psicoterapia transgenerazionale 

Anne Ancelin Schützenberger

 Esiste una memoria inconscia che si trasmette attraverso le generazioni?

Voyager nella puntata del 05-05-08 indaga su quella che viene chiamata “la sindrome degli antenati”. Come possono ripetersi eventi familiari simili nelle stesse date, a distanza di anni? Davvero un figlio può rivivere le esperienze vissute da un genitore? C’è qualcosa di ignoto e misterioso anche dentro ognuno di noi, qualcosa che sembra trasmettersi di padre in figlio. Esiste davvero quella che molti chiamano “la sindrome degli antenati”? Ecco cosa rispondono nel programma sulla Rai di Roberto Giacobbo Maurizio Gasseau e  la Schützenberger:

 

Anne Ancelin Schützenberger è una terapista che è stata allieva di Jacob Levi Moreno (fondatore della sociometria e dello psicodramma), del fondatore della gruppoanalisi S. H. Foulkes e della psicoanalista Françoise Dolto. Ha sviluppato, a partire dal genogramma, un albero genealogico che lavora sul transgenerazionale con i pazienti che vogliano approfondire i legami nascosti e/o inconsci del proprio sistema-famiglia con un lavoro che definisce genosociogramma. 

La chiave principale per capire “i legami transgenerazionali” è il concetto di co-inconscio di Moreno, ma anche quello che A. A. Schutzenberger chiama “psicogenealogia” e Boszorményi Nagy “lealtà segrete della famiglia”. Le lealtà invisibili sono quelle che legano le persone alle generazioni precedenti, con cui sono rimasti dei conti in sospeso, spesso a causa di eventi traumatici, e che producono la ripetizione inconscia di copioni, rendendoci meno liberi di quanto crediamo.  

"Solo la conoscenza rende liberi. Liberi di costruire una vita autentica senza che l'eco del passato pretenda ancora di essere ascoltata sottoforma di una sindrome da anniversario (gli avvenimenti importanti del ciclo di vita si ripetono attraverso date ed età), di lealtà familiari invisibili (i debiti e i crediti di ciascun membro sono scritti nel grande libro dei conti familiari), di nevrosi di classe (i figli con grande difficoltà supereranno il livello socioculturale del padre) e di fantasmi (gli aspetti vergognosi del passato familiare continuano a "ventriloquare" come appartenessero a qualcun altro)."

Per Foulkes la matrice di gruppo è una rete transpersonale di relazione e di comunicazione tra i vari individui che contribuiscono a crearla con una comunicazione transgenerazionale al livello primordiale archetipico di inconscio collettivo.

A supportare questi concetti psicologici si possono citare principi scientifici come la fisica quantistica e le scoperte del biologo inglese Rupert Sheldrake dei ‘campi morfogenici’ per cui, all’interno di una specie di animali o di uomini emozionalmente vicini, alcune abitudini si trasmetterebbero inconsciamente e in modo “telepatico”.

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La Schützenberger spiega il suo approccio psicogenealogico alla psicoterapia indicando la concatenazione delle persone nelle generazioni, per cui è possibile rivivere oggi eventi e traumi che appartengono ai nostri antenati, che si presentano in forma di paure all’apparenza irrazionali, difficoltà psicologiche, fisiche e sociali, o persino come fantasmi, "sepolcri segreti".

Il genosociogramma permette una rappresentazione dell'albero genealogico che terapeuta e paziente commentano insieme, mettendo in evidenza le tipologie relazionali in forma di legami più o meno rigidi/flessibili, con vincoli e gradi di libertà ben determinati (gli ordini dell'amore di Hellinger).

Ciò che viene messo in evidenza è anche il grado di individuazione dell'individuo in rapporto alla differenziazione dalla famiglia, trovando da un lato un Sè ben strutturato e differenziato, e dall'altro un Io fusionale dipendente dalla distanza dagli altri significativi.

La Schützenberger sottolinea l’importanza delle matrici familiari per la persona, facendo precedere il gruppo all'individuo nello sviluppo di un modello multipersonale della mente.

Perché membri diversi di generazioni diverse si trovano a vivere le stesse esperienze?

Esiste una delega da una generazione all'altra, una trasmissione transgenerazionale basata su di una sorta di partita doppia, dove il dare/avere impone le sue leggi sull'essere. 

La Schutzenberger narra di una ragazzina, di nome Natalie, che sogna sempre una maschera inquietante ogni suo compleanno. Si scopre che quella maschera è uguale a quella che lo zio aveva durante la I guerra mondiale: una maschera antigas, indossando la quale morì proprio nel giorno del compleanno di Natalie. Un evento traumatico che si è dunque inscritto nell'inconscio attraverso le generazioni, trasmesso come immagine simbolica di maschera.

La terapia delle Costellazioni Famigliari indaga questi aspetti, e lo stesso fa la psicoterapia transpersonale nella costellazione dell'ombra e in quella delle risorse personali.

Da questo tipo di struttura possono nascere disturbi che impediscono la vita, ed il risentimento può addirittura generare un disturbo psicosomatico e una vera e propria malattia fisica. Il corpo può essere considerato come un oggetto simbolo, i cui sintomi ci parlano di una storia di vita.

<<Vedere il corpo come un simbolo, fare l’esperienza del corpo-simbolo, è possibile non attraverso una visione mentale, razionale, ma tramite una ‘visione’ sensoriale, fatta di impressioni profonde, odori, colori, sapori, melodie, percezioni tattili, non di concetti. E’ come l’esperienza estetica, che si produce creando una musica, un quadro, una poesia.>> (Selene Calloni, Il metodo simboloimmaginale)

Ma una stimolante interpretazione psicosomatica della maggioranza delle malattie e dei disturbi che colpiscono l'uomo alla luce delle nuove teorie olistiche si può trovare nel libro di T. Dethlefsen e R. Dahlke: Malattia e Destino, il Valore ed il Messaggio della Malattia, Edizioni Mediterranee, Roma 1989. Ecco cosa dice la Schützenberger:

<<Molte persone, molti malati, pensano con insistenza ai torti che hanno subito. Si rifiutano di accettare queste "ingiustizie". Non possono perdonare colui che ha "recato loro torto". Esiste dunque una mancanza, un fatto, qualche cosa - un'ingiustizia, una promozione non ricevuta, un furto subito, una "attenzione affettuosa negata", una non riconoscenza - che "compromette" la persona e la tormenta, la "rode dall'interno".>>(pag.37)

<<Il terapeuta, lavorando sul tema transgenerazionale, aiuterà il cliente a identificare la sua cripta e a liberarsi. Dando un nome al fantasma, il portatore dello stesso potrà "disidentificarsi", "differenziarsi" da "fantasma" dell'antenato... e riconquistare la pace.>>(pag.58)

Una delle modalità indicate dall'autrice per la cura è quella dello psicodramma, tecnica in grado di far emergere il co-inconscio ed il co-conscio degli individui.

Aggiungo che ogni terapia transpersonale può essere parimenti d'ausiglio, ma l'unica cura resta il perdono!

>>> La cura con la psicomagia di Alejandro Jodorowsky

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