Il paradigma olistico: la pillola della verità

La storia della psicologia può essere descritta col riferimento a quattro tappe:

1) nella prima il comportamentismo ha usato il condizionamento mentale per raggiungere lo scopo che si prefissava di volta in volta; 

2) nella seconda la psicoanalisi ha usato l'analisi mentale per scandagliare tutti gli anfratti della psiche personale; 

3) nella terza la psicologia umanistica di Anthony J. Sutich e di Abraham Maslow ha mostrato la potenzialità dell'essere umano: con le ricerche sulle peak experiences ha indicato la capacità di guarigione e trasformazione insita in ogni uomo; 

4) La quarta tappa è la psicologia transpersonale che esplora l'umano fino ai confini del divino, focalizzandosi sulla luce anzichè sull'ombra.

La Psicoterapia Transpersonale segue l'approccio olistico: questo significa che si basa sulle emergenze spirituali come tappe fondamentali dell'evoluzione umana. La spiritualità viene qui intesa come esperienza umana da esplorare con tecniche psicologiche olistiche:

Social Dreaming  --  biotransenergetica --  Rilassamento-Rebirthing

Non esiste un'unica realtà preformata, pregiudiziale e stereotipata, ma esistono tante realtà quante sono le possibilità di percezione. L'uomo può trascendere la propria condizione umana in esperienze estatiche, oceaniche, cosmiche, alle quali si può giungere con appropriate tecniche. Nelle pratiche si contattano le "forze" archetipiche, energie transpersonali che possono guidare l'individuo oltre la visione del particolare personale, verso una conoscenza globale di sè stessi e degli altri grazie all'uso di tecniche gestalt, della psicologia esistenziale, del counselling filosofico, della concezione archetipica junghiana, delle matrici transpersonali, delle costellazioni famigliari, della Biotransenergetica,  dello sciamanesimo afrobrasiliano,  ma anche tecniche proprie delle filosofie orientali: meditazioni del sufismo, del buddhismo, dello yoga.

Tutte pratiche usate per raggiungere l'insight, dimensione olistica psicofisica dove si fa l'esperienza dell'armonia, della trascendenza numinosa, del Tao mente-corpo, della complementarietà ambiente-individuo, dell'espansione della coscienza, della consapevolezza dell'eternità transpersonale.

In queste esperienze appaiono visioni archetipiche, immagini raffiguranti diagrammi circolari che ricordano i mandala, visioni di sistemi stellari, cosmogonie dell'essere, microcosmi inseriti in macrocosmi a struttura frattale. Immagini che rappresentano la trascendenza dell'io, il raggiungimento del Sè, la complementarietà degli opposti yin/yang, la sincronicità della danza della realtà: la corrispondenza significativa tra accadimento psichici e fisici senza che vi sia tra loro una relazione causale. Eventi significativi che cambiano per sempre la visione della realtà e la propria installazione in essa

 Alcuni esperimenti scientifici dimostrano che se prendiamo un soggetto e colleghiamo il suo cervello ad una macchina tomografica (PET) e gli chiediamo di guardare un determinato oggetto osserveremo che certe zone del cervello si illuminano. Viceversa se si chiede al soggetto di chiudere gli occhi e di immaginare lo stesso oggetto, non appena focalizzato, osserveremo le stesse zone illuminarsi nuovamente come se lo stesse guardando realmente. Gli scienziati si domandano: chi vede concretamente? Il cervello o gli occhi? E cos’è la realtà? È reale ciò che stiamo vedendo con il nostro cervello o è reale ciò che stiamo vedendo con i nostri occhi? La verità è che il cervello non riconosce la differenza tra quello che vede nell’ambiente e quello che ricorda perchè in entrambi i casi si attivano le stesse reti neuronali. Gli occhi sono come lenti. Però l’organo che realmente sta vedendo è la parte posteriore del cervello, la corteccia visuale. Viviamo in un mondo in cui ciò che vediamo è soltanto la punta di un iceberg. Se il cervello sta processando 400 miliardi di informazioni e siamo consapevoli solo di 2 mila di esse significa che la realtà accade nel cervello e le decisioni razionali sono frutto di una enorme massa di informazioni inconsce.

<<Abbiamo accesso conscio solo a circa un milionesimo delle informazioni di cui abbiamo bisogno per sopravvivere come organismi (Gray 2002). Il resto delle informazioni vive nell’inconscio. Il social dreaming è una metodologia che crea connessioni tra queste modalità di funzionamento della mente e facilita la trasformazione di  immagini inconscie in pensiero.>> Franca Fubini dal sito: socialdreaming.it 

Esiste una differenza tra il modo in cui spieghiamo la realtà e il modo in cui realmente è? Avete mai pensato di cosa sono fatti i pensieri? Ogni era, ogni generazione ha incorporate delle supposizioni occulte, cose che diamo per scontate, ma che possono essere certe oppure no. Rimane il fatto che siamo prigionieri di tali precetti senza nemmeno saperlo. Questo è un paradigma.

La nuova visione delle scienze del caos e della complessità suggerisce la sconcertante possibilità che il dolore psicologico possa emergere dall’incapsulamento del Sé in un sistema chiuso. In questo senso la patologia procederebbe di pari passo con la resistenza verso le novità emergenti dalle esperienze di vita, una resistenza tesa a mantenere il vecchio sistema di conoscenza, proteggendo l’equilibrio precedentemente raggiunto, che è tuttavia diventato disadattivo nei confronti dei nuovi cambiamenti.

“[…] la maggior parte degli accademici accettano percezioni anguste della realtà che sono

inadeguate a far fronte ai problemi principali del nostro tempo.”

“La nostra scienza e la nostra tecnologia si fondano sulla convinzione seicentesca che una

comprensione della natura implichi il dominio della natura da parte dell’uomo. […]

quest’atteggiamento ha prodotto una tecnologia che è insana e disumana”.

“L’uomo sta rivoluzionando, questa volta su scala senza precedenti, il suo ambiente

naturale. Come Serge Moscovici ha detto, egli crea una <<nuova natura>>. Ciò non può

essere evitato. […] Oggi più che mai il futuro dipende da noi: gli uomini, popolando il

mondo con nuove generazioni di macchine e di tecniche hanno bisogno […] di una

scienza che non sia né docile strumento sottomesso a priorità ad essa estranee, né corpo

estraneo che si svilupperebbe nel grembo di una società-substrato e che non avrebbe da

render conto a nessuno. […] Tuttavia crediamo ugualmente che sia significativo che le

nostre teorie scientifiche siano oggi capaci di liberarsi dai limiti e dai presupposti che

sembravano dover perpetuare le scelte di una cultura tramontata […]. La nostra scienza

non può più permettersi di essere angustamente occidentale, e questo è tanto più vero in

quanto le reazioni irrazionaliste che si fondano sul <<rifiuto>> della scienza sono oggi più

che mai pericolose. […] A lungo, il carattere assoluto degli enunciati scientifici è stato

considerato simbolo di razionalità universale. Al contrario, noi pensiamo che la nostra

scienza si aprirà all’universale […] nel momento in cui essa sarà capace di un dialogo con la

natura di cui finalmente si apprezzino le molteplici malie, e con gli uomini di tutte le

culture, di cui finalmente si rispettino i problemi.” (Fritjof Capra)

La caratteristica più importante di

questo periodo è l’evoluzione della

coscienza,adesso stiamo cominciando

a muoverci verso l’autocoscienza.

Sir George Trevelyan

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